Parroco:
Pr. MIHAI MESESAN

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Bollettino Paroccchiale 2002-05
PAGINE IN ITALIANO

Cari fratelli e sorelle,

E’ Pasqua ! Tutto oggi parla della risurrezione di Cristo. Con la Sua vittoria sulla morte ha ricreato l’universo, lo ha trasfigurato. Per questo la Pasqua cristiana, più che una festa rituale è una festa esistenziale, festa della rinascita della creatura.
Nella settimana della Passione abbiamo vissuto assieme a Cristo il Suo esempio di umiltà: accettando di morire sulla croce ci ha mostrato che la Sua morte è una donazione per gli altri, una missione spirituale, e come Figlio di Dio può ricuperare l’umanità ad una nuova trasfigurazione. Lo ha dimostrato risuscitando. Ecco perché cantiamo pieni di gioia nella notte di Pasqua: “Giorno della Risurrezione, risplendiamo o popoli! Pasqua del Signore Pasqua! Dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, Cristo Dio ci ha fatto passare, cantando l’inno di vittoria!

Come si può osservare anche sulla copertina del nostro Bollettino Parrocchiale, la visione ortodossa della Pasqua è tutta racchiusa nell’icona della festa. Secondo questa rappresentazione, Gesù , risorgendo, non sale ma scende. L’icona vuole mettere in risalto che Cristo scende “con braccio forte e mano tesa”, nel mondo misterioso dei trapassati ( gli inferi, o Ade ), per liberare dalla morte Adamo ed Eva ed il popolo dei giusti.

La risurrezione di Cristo realizza il nuovo, universale esodo pasquale dell’umanità. La Sua salvezza raggiun-ge assolutamente tutti gli esseri: “ quelli nei cieli, quelli sulla terra e quelli sotto terra” ( cfr. Filippesi 2,10 ).
Cristo non è sceso una volta sola agli inferi; vi scende continuamente. Dovunque c’è una persona che dal suo “ inferno “ grida a Lui e protende la propria mano verso la Sua, come fanno Adamo ed Eva nell’icona, Egli scende vittorioso e lo tira fuori, rischiara le sue tenebre, le infonde nuova vita e speranza. La risuscita.

Che cosa deve fare chi vuole ripetere nella propria vita questa esperienza? Tendere a Cristo quella mano invisibile che è la fede. Credere che Cristo risorto può e vuole liberarlo. Pregare e annunciare.

A Pasqua, nella tradizione ortodossa, ogni fedele diventa un evangelista, un portatore del grande annuncio della risurrezione. Ogni incontro si trasforma in un annuncio quando ci salutiamo fino alla Ascensione con il saluto: Cristo è risorto ! rispondendo E’ veramente risorto! 

E’una risurrezione da annunciare e costruire insieme a tutta l’umanità, anche con coloro che non sono cristiani. Si tratta infatti di una risurrezione dell’uomo come immagine di Dio.

La testimonianza immediata che possiamo dare, come cristiani decisi di fare assieme a Cristo il passaggio dalla morte alla vita, è di annunciare la Pasqua con le nostre opere, con gesti concreti, passando dalla chiusura all’apertura, dall’egoismo all’amore. E’ la bellissima esortazione della stichira del canone della Risurrezione : “ E’ il giorno della Risurrezione! Irradiamo gioia per questa festa, abbracciamoci gli uni gli altri, chiamiamo fratelli anche coloro che ci odiano, perdoniamo tutto per la risurrezione e gridiamo cosi: IL Cristo è risorto dai morti, con la Sua morte calpestando la morte e ai morti nei sepolcri donando la vita “.

Cristo è risorto!

Padre Mihai Mesesan


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